martedì 17 febbraio 2009

e poi la pioggia

E poi la pioggia…
Piove, piove sui tetti, sui vicoli imbrattati di gioia, di acrilico e di merda, piove sui panni sporchi, sulle frasi appiccicate ai portoni accostati…su quelli chiusi piove dentro casa. Piove su ogni interstizio dei san pietrini, piove che dio la manda, ma non piove mai abbastanza per chiudersi in casa e tappare le serrature.
Piove che tocca mettersi sotto i portici e vomitare piano le angosce al portaborse di turno. Piove senza lacrime, perché le lacrime si asciugano solo al sole, e la pioggia le confonde come confonde i pensieri. Piove, senza tregua, senza mezze misure.
Piove, ed è come dipingere di grigio Payne la Dama con l’ermellino di Leonardo. Piove perché il mondo vomita le sue angosce, piove perché gli amori finiscono, le storie finiscono, persino i negozi di pietre preziose falliscono. Piove sulle opportunità, sulle occasioni di crescita, di diversità...
Piove su troppe sere passate a giocare ai dadi al bancone di un pub.
Piove perché si aspetta un numero perfetto, o forse solo un suo dividendo. Piove perché non è matematica questo fuoco nello stomaco, questo correre fatto di consuetudini e gioie imprecise...e non c’è Malox che regga a questa emorragia dell’anima: è solo Amore che brucia.
Piove mentre il tergicristalli lava via lo sporco dai tuoi pensieri. E pensi che una donna ti ha cambiato la vita solo perché adesso puoi rischiare di passare le tue dita sul cruscotto e non avere paura di raccogliere solo un po’ di polvere.
Piove perché devo lavarmi…è questo il momento.
Piove.

Nessun commento: